Una ricorrenza per sottolineare l’importanza della cura e della prevenzione
Istituita nel 1992 in risposta alla crescente incidenza dalla malattia, ma riconosciuta solamente nel dicembre 2006 attraverso la Risoluzione ONU A/RES/61/225, la Giornata Mondiale del Diabete è un’iniziativa promossa dalla Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dall’OMS.
Secondo l’ONU, il diabete è “una malattia cronica, invalidante e costosa che comporta gravi complicanze […]” e sottolinea all’interno della sua risoluzione 61/225 “l’urgente necessità di proseguire gli sforzi multilaterali al fine di promuovere e migliorare la salute umana, garantendo l’accesso alle cure”.
L’obiettivo principale di questo importantissimo progetto mondiale è il coinvolgimento di due figure:
- l’opinione pubblica, da sensibilizzare in merito alla prevenzione e gestione della malattia;
- le istituzioni, che vengono invitate a sviluppare politiche di prevenzione, trattamento e cura del diabete.
Perché ne parliamo?
Nel mondo, dal 1980 al 2014, il numero di persone a cui è stata diagnosticata una patologia da diabete è quasi quadruplicato, passando da 108 a 422 milioni. Attualmente, con oltre 530 milioni di adulti affetti da diabete, la malattia rappresenta un’importante sfida per i sistemi sanitari di tutto il mondo.
Secondo un rapporto stilato dall’OMS, in Italia si contano circa 4 milioni di individui con diabete (circa l’8,5% della popolazione nazionale) ed è stato dimostrato da svariati studi che la malattia colpisce in numero maggiore gli uomini e le persone più povere e meno istruite.
Questo tragico quadro riflette una realtà in cui è in forte aumento l’incidenza dei fattori di rischio, come il sovrappeso, l’obesità e la sedentarietà.
Cos’è il diabete?
Il diabete è una malattia cronica del metabolismo, caratterizzata da iperglicemia, ovvero dalla presenza di alti livelli di zuccheri (glucosio) nel sangue.
L’insorgenza di tale patologia è dovuta al malfunzionamento del meccanismo di assorbimento dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che consente l’ingresso del glucosio nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica.
Quando questo processo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno aumentando la glicemia della persona.
Esistono diverse tipologie di diabete (diabete di tipo 1, di tipo 2, gestazionale, monogenico o secondario ad altra patologia), ma in questo articolo ci concentreremo sulla forma più diffusa a livello mondiale:
- Diabete tipo 2
È la forma più diffusa di diabete (circa il 90% dei casi), in genere si manifesta dopo i 30-40 anni e si associa all’essere sovrappeso.
L’insorgenza di questo tipo di diabete è dovuta alla progressiva riduzione della sensibilità dell’organismo all’insulina: il pancreas è in grado di produrre l’ormone ma le cellule non riescono ad utilizzarlo.
La causa della malattia è ancora ignota.
Quali sono i fattori di rischio del diabete di tipo 2?
I fattori di rischio sono degli elementi o delle condizioni che, se presenti nella vita di un individuo, possono contribuire alla probabilità di manifestare o aggravare una certa malattia.
Tra questi possiamo individuare:
- la familiarità (circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha parenti di primo grado [genitori, fratelli, figli] affetti dalla stessa malattia);
- ipertensione arteriosa;
- valori elevati di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue;
- lo scarso esercizio fisico;
- il sovrappeso od obesità.
Come fare prevenzione?
Al giorno d’oggi, per prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2 è possibile intervenire sulle criticità del proprio stile di vita.
Alcuni comportamenti che è bene adottare per fare prevenzione sono:
- svolgere attività fisica per almeno 20/30 minuti al giorno;
- migliorare la dieta personale per controllare i livelli di glucosio e lipidi introdotti nell’organismo;
- astenersi dal fumo;
- monitorare i livelli di pressione sanguigna e l’eventuale insorgenza di malattie cardiovascolari.
È importante anche per i soggetti asintomatici e soggetti sani adottare questi comportamenti e tenere sotto controllo, attraverso uno screening periodico, i propri livelli di glicemia a digiuno.
Uno degli obiettivi principali della Giornata Mondiale del Diabete è, infatti, dimostrare che fare prevenzione non significa rinunciare a qualcosa, ma piuttosto si tratta di semplici gesti che possono migliorare la qualità di vita delle persone.
Diabete e medicina del lavoro: cosa può fare il Medico Competente?
Spesso, in un contesto aziendale in cui i lavoratori sono stressati, ricoperti di compiti, scadenze e ritmi di lavoro serrati, è difficile mantenere delle abitudini sane e, la maggior parte delle volte, si tende a trascurare l’alimentazione.
A peggiorare la situazione contribuiscono anche i distributori automatici presenti nelle aree ristoro delle aziende: riforniti di snack e bevande che contengono zuccheri processati, sono altamente dannosi per la salute di un soggetto diabetico.
Il Medico Competente durante le visite mediche ha l’opportunità di spiegare ad ogni lavoratore quanto può essere importante adottare una dieta sana ed equilibrata, fare prevenzione ed effettuare screening di controllo periodici.
Oltre a fare ciò, il Medico Competente ha il compito di collaborare e coordinarsi con specialisti e medici di medicina generale, verificando che i lavoratori affetti da diabete seguano la terapia prescritta, svolgano controlli periodici e soprattutto, che non manifestino delle complicazioni dovute alla malattia.
Quest’attività di follow-up è necessaria, innanzitutto perché permette di valutare l’idoneità del lavoratore ad una certa mansione ma serve soprattutto a salvaguardare la tutela della salute di tutti i lavoratori dell’azienda perché può evitare il verificarsi di incidenti od infortuni dovuti ad eventuali shock glicemici o malori in generale.
Tuttavia, un fenomeno molto comune che è opportuno sottolineare è quello della trascuratezza preventiva. A causa delle lunghe attese o semplicemente per pigrizia, non tutti i lavoratori svolgono gli esami di routine richiesti dallo specialista, allungando così i tempi di diagnosi e controllo.
Talvolta, infatti, è proprio il Medico Competente a scoprire, grazie agli accertamenti previsti dal protocollo sanitario, di avere a che fare con un soggetto diabetico ignaro del suo stato di salute.
Inoltre, il Medico Competente, con la collaborazione dell’azienda, ha la possibilità di suggerire la sostituzione o integrazione dell’offerta dei distributori automatici, in modo da dispensare anche merende adeguate alle necessità glicemiche dei lavoratori diabetici.
Conclusione
Ogni 14 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete per ricordare agli abitanti del mondo quanto questa malattia così diffusa possa essere pericolosa e debilitante. Solo assicurando a tutti l’accesso al trattamento e ricordando che la prevenzione salva la vita è possibile raggiungere l’obiettivo primario di questa iniziativa.
L’importanza di questa ricorrenza va, infatti, associata soprattutto all’idea che fare prevenzione non equivale a privarsi di qualcosa ma, al contrario, significa donarsi la possibilità di vivere meglio.
Il Medico Competente ha il compito di promuovere abitudini alimentari salutari e ricordare di effettuare screening periodici, in modo tale da proteggere la salute dei lavoratori.


